Vai al contenuto
Gaia Cecchi

Tutti i progetti

Caso di studio 03

A2I — Algorithmic Auditability Index

Un framework quantitativo per misurare quanto una pipeline di IA industriale sia davvero pronta per un audit

Periodo
Paper di ricerca e strumento di misura
Contesto
In fase di sottomissione a Computers in Industry (Elsevier); validato su quattro casi industriali reali
Ruolo
Progettazione metodologica, validazione empirica e auditing come valutatrice
6
dimensioni di auditabilità misurate
κw 0.748
accordo ponderato tra valutatori
+23–65%
audit-by-design vs conformità retrofit
Indice A2I — il caso più maturo vs il più carente
Bilanciamento energetico
72.4
Catena di fornitura
24.4

In fase di sottomissione a Computers in Industry (Elsevier)

Il problema

  • Nei sistemi di IA industriale la tracciabilità è spesso gestita come un adempimento burocratico a posteriori invece che come proprietà intrinseca dell’architettura.
  • I framework normativi esistono — EU AI Act, NIST AI RMF — ma manca uno strumento quantitativo per misurare se una pipeline decisionale sia effettivamente pronta per un audit.
  • La maturità tecnica di un modello (precisione, efficienza) non ne garantisce l’auditabilità, generando rischi legali e di sicurezza nei contesti critici.

Utente target

Le funzioni di compliance e audit, e i team di ingegneria che esse valutano: organizzazioni con IA in produzione che devono dimostrare — a regolatori, clienti o a se stesse — che le loro pipeline decisionali possono essere ricostruite, contestate e ritenute affidabili.

Il mio ruolo

  • Ricerca e sviluppo metodologico — ho partecipato alla progettazione e alla definizione dell’indice A2I, uno strumento multidimensionale per quantificare la tracciabilità nelle pipeline di IA.
  • Analisi empirica e validazione — casi di studio in quattro ambiti industriali reali: manutenzione predittiva, ispezione qualità con computer vision, bilanciamento energetico e catena di fornitura.
  • Auditing e assessment — ho agito come valutatrice, raccogliendo evidenze tecniche (log, artefatti MLOps, policy) e applicando la rubrica di scoring standardizzata.

Il processo

  • Sei dimensioni strutturano il framework: provenienza dei dati (D1), lineage del modello (D2), ricostruibilità del percorso decisionale (D3), storia delle escalation (D4), tracciabilità degli override (D5) e protocolli di contestabilità (D6).
  • Una rubrica di scoring a cinque livelli — da «Assente» ad «Architetturalmente incorporato» — basata su evidenze osservabili e verificabili.
  • Validazione metodologica tramite Kappa ponderato di Cohen (κw = 0,748) e coefficiente di correlazione intraclasse per l’affidabilità tra valutatori.
  • Member-checking: revisione dell’accuratezza fattuale con referenti tecnici senior dei partner industriali coinvolti.

Decisioni chiave

  • Aggregazione geometrica: l’indice finale usa una media geometrica ponderata, penalizzando deliberatamente i sistemi in cui anche una sola dimensione è assente — la tracciabilità è una catena che si spezza al suo anello più debole.
  • La pipeline, non il modello: l’unità di analisi è l’intero flusso — input, modello, azione umana, feedback — e non la sola spiegabilità algoritmica.
  • Agnostico rispetto alla tecnologia: l’indice si applica a prescindere dalla tecnica di IA, ed è stato usato con successo su Transformer, CNN, LSTM e gradient boosting.

Risultato finale

  • Benchmarking comparativo sui quattro casi: il sistema di bilanciamento energetico è risultato il più maturo (A2I = 72,4), la catena di fornitura il più carente (A2I = 24,4).
  • La contestabilità (D6) è emersa come la dimensione più debole e meno standardizzata in tutti i settori industriali analizzati.
  • Incorporare la tracciabilità in fase di design (audit by design) produce punteggi superiori del 23–65% rispetto alla documentazione di conformità ricostruita a posteriori.

Cosa ho imparato

  • La sofisticazione non è auditabilità. I sistemi tecnicamente complessi (es. basati su Transformer) non sono automaticamente più pronti per un audit; sistemi semplici possono essere più trasparenti se ben progettati.
  • La resistenza al retrofit è reale: aggiungere tracciabilità e canali di contestazione dopo che il sistema è in produzione è estremamente difficile e costoso.
  • La varianza nell’affidabilità tra valutatori sulla contestabilità mostra esattamente dove normative come l’EU AI Act richiedono maggiore chiarezza operativa.