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Gaia Cecchi
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Caso di studio accademico A06

Memento

Un portapillole intelligente che supporta l'aderenza terapeutica di pazienti cronici e caregiver

Periodo
2019–2022 — Progetto di corso LT
Contesto
Corso di interaction design su brief Palladio Group — concept accademico
Ruolo
Ricercatrice UX: interviste contestuali, osservazione diretta, personas e progettazione del concept
Percorso
Progetto LT — Interaction Design, Università di Siena
Team
Team di 2 designer
7 mln
di italiani convivono con patologie croniche
50%
solo la metà assume i farmaci correttamente
6
farmaci con codice colore in un solo dock

Il problema

7 mln
di persone in Italia colpite da malattie croniche
50%
solo la metà assume i farmaci in modo corretto

L'aderenza terapeutica a lungo termine si rompe dove si rompe la routine: vacanze, distrazioni durante i pasti, problemi di memoria. Dominano due ansie — quella del caregiver che non può monitorare l'assunzione a distanza, e quella del paziente incerto se ha già preso una dose, che finisce per saltarla per paura del sovradosaggio.

Utente target

La ricerca si è basata su interviste contestuali e osservazione diretta di quattro utenti — tre pazienti con patologie multiple e una caregiver. Due personas di concept sintetizzano i bisogni:

Viola

30 anni — hostess di volo

Profilo
Emicrania con aura; sclerosi multipla diagnosticata a 21 anni, interferone tre volte a settimana. Sempre in viaggio.
Obiettivo
Portare con sé la terapia con discrezione e non perderne il filo tra i fusi orari.

Giorgio

45 anni — rappresentante di vini

Profilo
Ipertiroideo, iperteso da circa due anni, una figlia di due anni e una vita in giro per lavoro.
Obiettivo
Motivazione e promemoria che sopravvivano a giornate piene e irregolari.

Il mio ruolo

Ho lavorato come osservatrice e ricercatrice UX in un team di due: conducendo interviste contestuali e sessioni di osservazione, distillando pain point e personas, e dando forma a concept e storyboard a partire dagli insight.

Il processo

Le interviste hanno coperto profili da una 19enne con patologie autoimmuni a una 60enne con ipertensione e gastrite, più una caregiver di un paziente diabetico. I pain ricorrenti: l'ansia da monitoraggio a distanza, il dubbio della doppia dose e le terapie che crollano fuori dalla routine domestica. Uno storyboard a matita di tredici tavole ha raccontato la giornata di Viola con Memento — dal promemoria mattutino all'alert col LED rosso fino alla notifica al caregiver.

Quattro tavole dello storyboard a matita: il controllo del dock prima di uscire, l'alert col LED rosso, l'app che avvisa il caregiver, l'assunzione del farmaco
Quattro delle tredici tavole dello storyboard — la giornata di Viola con Memento

Decisioni chiave

  • Un dock che contiene fino a 6 farmaci, ognuno abbinato a un colore del contenitore e dell'anello LED a 360° — la risposta a “l'ho già presa?”.
  • Due modalità d'uso: stand-alone in casa, oppure portatile avvitato a una borraccia dedicata — la terapia e l'acqua per assumerla, insieme.
  • L'app conferma l'assunzione e notifica automaticamente il caregiver in caso di dose saltata — sciogliendo entrambe le ansie in un colpo solo.
  • Integrazione con i device che gli utenti già possiedono — Alexa, Google Home, smartwatch — invece di aggiungere un nuovo schermo da imparare.

Risultato finale

Il concept finale lega tre componenti — il dock Memento, la borraccia dedicata e l'app con pairing Bluetooth, avvisi al caregiver e motivazione via Google Fit — presentato con gli sketch a mano del dispositivo e lo storyboard completo.

La soluzione Memento: sketch a mano del dock portapillole a codice colore e della modalità borraccia
La scheda di concept — fino a 6 farmaci a codice colore, promemoria LED, conferma via app
Foto prodotto della modalità borraccia: il dock Memento avvitato sotto una bottiglia trasparente
La configurazione portatile — trasportabilità e discrezione

Cosa ho imparato

  • La tecnologia funziona quando cavalca una routine esistente — le pillole accanto allo spazzolino battono qualsiasi sistema di notifiche.
  • Gli utenti anziani che si sentono “scavalcati” dal digitale hanno bisogno di interfacce radicalmente semplici; ogni opzione in più è una ragione per rinunciare.